Dal marzo di quest'anno, nell'Unione Europea, è fatto divieto di test di cosmetici sugli animali e ciò vale per i prodotti finiti ma anche per i componenti provenienti da paesi extra europei. Il divieto, però, sembrerebbe non valere per i detersivi.
Rimane il problema per i prodotti confezionati al di fuori dell'Unione. Ad esempio, in Cina, la vendita di prodotti non testati non è consentita. All'inizio del 2012, la PETA (la ONG britannica contro il maltrattamento animale) ha smascherato alcune marche cosmetiche colpevoli di dichiarare il falso in quanto, in Cina, si affidavano ai test sugli animali e, nel resto del mondo, negavano questa pratica.
Leggo dal sito di un comitato per il consumo consapevole (VIVO):
"La definizione di cruelty-free legata allo Standard comprende solo la questione dei test su animali, ma non l'eventuale provenienza degli ingredienti usati. Vale a dire che, quando si dice "cruelty-free", in questo ambito ci si riferisce SOLO ai test, alla vivisezione, NON al fatto di utilizzare in un dato prodotto degli ingredienti di origine animale. Però, dato che gli ingredienti di origine animale derivano TUTTI da sfruttamento e uccisione di animali, vanno evitati lo stesso. Quindi, all'interno dei prodotti cruelty-free per l'aspetto vivisezione, vanno scelti solo quelli senza ingredienti di origine animale".Questo è un aspetto che non mi convince ancora molto e che devo approfondire: può esistere uno sfruttamento etico? Il contadino che alleva polli sull'aia è cruelty full?
Fonti:
http://www.lastampa.it/2012/02/25/societa/lazampa/cosmetici-non-testati-sugli-animali-la-peta-punta-il-dito-contro-avon-mary-kay-e-estee-lauder-xw2VgGRu4od5gYeVv5qvdO/pagina.html
http://www.serracchiani.eu/2013/03/11/cruelty-free/
http://www.consumoconsapevole.org/cosmetici_cruelty_free/lista_cruelty-free.html
Foto da:
http://www.allanimalsites.com/news/how-to-care-for-a-beagle/

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