"Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l'ha già creata", A. Einstein
"Abbiamo la Terra non in eredità dai genitori ma in affitto dai figli",
Proverbio indiano
"La natura non fa nulla invano",
Aristotele

"Il progresso sarebbe meraviglioso, se solo volesse fermarsi"
R. Musil

martedì 30 aprile 2013

Rimbalzo, dunque sono

L'immagine che più frequentemente ricorre in Google quando cerchi "resilienza" è questa:


che è molto poetica e d'effetto ma secondo me la più appropriata sarebbe:

La resilienza, infatti, è un termine mutuato dalla ingegneria e indica la capacità di un materiale di resistere e assorbire gli urti e ritornare allo stato iniziale. Il suo reciproco è l'indice di fragilità.
In psicosociologia rappresenta la capacità di adattarsi e di riprendere il cammino nonostante le avversità.
Holling, negli anni 70, introduce la resilienza in ecologia e si confronta con sociologi.
Dalla pubblicazione “Resilience, Adaptability and Transformability in Social-ecological Systems” su Ecology e Society, rivista on-line:
"la resilienza viene definita come la capacità di un sistema di assorbire un disturbo e di riorganizzarsi mentre ha luogo il cambiamento, in modo tale da mantenere ancora essenzialmente le stesse funzioni, la stessa struttura, identità e feedback. Il sistema ha la possibilità di evolvere in stati multipli e stabili, diversi da quello precedente da cui si è partiti nell’analisi pre disturbo, ma la resilienza garantisce il mantenimento della vitalità delle funzioni e delle strutture del sistema."

Fonte:
http://www.biblioteca.wwf.it/enciclopedia/detta_enciclo.php?id=214
http://www.tranquilla.it/2013/01/la-resilienza-un-approccio-alla-vita/
Fonte immagini:
http://www.tranquilla.it/2013/01/la-resilienza-un-approccio-alla-vita/
http://www.imim.it/node/92

lunedì 29 aprile 2013

Losing the dark


Molti di noi moriranno senza aver mai visto la via lattea. Colpa dell'inquinamento luminoso.
L'inquinamento luminoso si verifica quando la luce artificiale altera la luce naturale presente disperdendosi oltre il necessario. E' una situazione che disturba animali, piante e lo stesso uomo che non può più contemplare il cielo stellato e percepire l'universo di cui fa parte. 
Per non parlare dello spreco energetico.
Anni fa una associazione nazionale, il Coordinamento per la protezione del cielo notturno, Cielo Buio, si è meritato l'intitolazione di un nuovo pianeta da parte dell’Unione Astronomica Internazionale perchè ha promosso leggi regionali a favore di una illuminazione a basso impatto.
Dal 5 all'11 aprile, l'International Dark-sky Association, promuove dal 2003 la settimana del cielo stellato. Di seguito un bel video in lingua originale da loro prodotto.



Fonti:
http://www.inquinamentoluminoso.it/cinzano/web2/prepagina.html
http://cielobuio.org/
http://www.darksky.org/
Fonte immagine: 
http://www.astrofilipc.it/inquinamento.php

Vacanza ideale

Ho visto un film che mi ha impressionato molto.
Si tratta di "Il cammino per Santiago" di Emilio Estevez, 2012.
Quì il link alla scheda su mymovies.it. Di seguito il trailer originale (non l'ho recuperato in italiano).


In realtà mi ha impressionato l'idea del "pellegrinaggio" che ho assosiato all'idea di decrescita applicato alla vacanza.
Il cammino di Santiago è un percorso di 800 km. dai Pirenei alla Galizia dove si trova il santuario di San Giacomo. Le persone lo intraprendono per i motivi più disparati, non solo religiosi: c'è chi vuole dimagrire, chi vuole smettere di fumare, chi vuole chiudere con il passato o chi cerca uno stimolo per andare oltre. Un cammino interiore ecosostenibile, insomma.
In Toscana, quì vicino, passa la via Francigena (da Canterbury a Roma), in particolare il tratto tra Altopascio e Siena. Ho controllato su google maps, sarebbero 86 km a piedi per un tempo totale di 18 ore. Se camminassi 7/8 km al giorno potrei percorrerlo in 10/12 giorni.
Potrebbe essere un obiettivo da inserire nella lista delle cose da fare prima di morire.

venerdì 26 aprile 2013

"Gradisce un altro pianeta?" "Grazie, già servito"

Ho comprato questo libro
Si tratta di una nuova edizione di "Prepariamoci, un piano per salvarci" di Luca Mercalli, il meteorologico di Che tempo che fa, Rai 3. Sull'onda della spending review, Mercalli propone una agenda economica alternativa.
Ad esempio, il pareggio di bilancio: l'overshoot day per il 2012 è finito il 22 Agosto. Cosa vuol dire? In 8 mesi sono state consumate le risorse di un anno e da quella data tutto ciò che viene consumato è rubato alla natura, a volte, in modo irreversibile. A fine anno avevamo utilizzato una terra e mezzo; nel 2050 avremo bisogno di 2 pianeti. L'ultima volta che abbiamo raggiunto il pareggio di bilancio è stato negli anni '70 quando, al mondo, eravamo la metà.
Si tratta, però, di una sfida antropologica: l'uomo, per natura, mira ad una crescita illimitata e fine a sè stessa. La biosfera, invece, è un sistema resiliente, può sopportare per brevi periodi lo stress senza collassare a patto di rientrare, presto, nelle leggi universali.
Il contrario di crescita, però, in questo caso, non è regressione che vuol dire fare un passo indietro ma decrescita che vuol dire rallentare, stare, come al poker, rinnovando, riciclando, riusando, ecc.


Fonte:
"Prepariamoci, un piano per salvarci"; L. Mercalli; Chiare Lettere; 2013

mercoledì 24 aprile 2013

I detersivi a impatto zero

Oggi, al supermercato, green shopping: ho scelto un detersivo per lavastoviglie invece di un altro perchè sosteneva di essere a basso impatto verso l'acqua e le altre forme di vita. In più il prezzo era accessibile.
(Ho anche comprato una dahlia ma questa è un'altra storia.)
Il detersivo contiene enzimi biodegradabili al posto dei tensioattivi industriali. Sono sostanze presenti in natura che risulterebbero efficaci anche a basse temperature.
Sono ancora un po' scettica nei confronti dei detersivi fai da te, per deformazione professionale la pulizia si avvicina alla asepsi e penso che, ad esempio, l'aceto non me la possa garantire. Il mio ragionamento è francamente sbagliato e ci sto lavorando sù.
Ci spiegano, comunque, che prediligere prodotti concentrati, a ridotto imballaggio o, meglio, alla spina, sarebbe già dimostrazione di rispetto per l'ambiente perchè significherebbe minor utilizzo di derivati del petrolio e minor emissione di CO2 nell'ambiente.
Mi sorge, però, un dubbio: usare la lavastoviglie sarà ecofriendly?

Fonti:
http://www.greenme.it/consumare/detergenza/9340-detersivi-ecologici-enzimi
Fonte immagine:
http://www.scoop.it/t/ecosostenibilita-rimedi-naturali

lunedì 22 aprile 2013

La cordialità della Terra

Nel giorno in cui si celebra l'ambiente e la salvaguardia del pianeta, sul mio balcone, germogliano semi che avevo interrato giorni fà e che non ci speravo più. Si tratta di erba cipollina e menta, stamani hanno fatto capolino minuscoli germogli che ho salutato allegramente e invitato a non mollare.
E' così cordiale la Terra, si premura di sbocciare nel pieno della cementificazione cittadina per ricordare che ha bisogno di essere curata.



Fonte immagine:
http://www.adnkronos.com/

giovedì 18 aprile 2013

Rubrica: "L'eco della filiera corta"

Parte oggi una rubrica.
E' mia intenzione conoscere la filiera corta nel mio territorio.
Le caratteristiche della filiera corta sono stagionalità, sostenibilità, tracciabilità, trasparenza e rapporto qualità-prezzo. Inoltre, si dice che la specializzazione è un modello per battere la crisi.
Il 6 aprile scorso, nel quartiere Venezia a Livorno, in Piazza dei Legnami, ha aperto la prima Bottega con il brand di Campagna Amica, la filiera corta agricola di Coldiretti che offre prodotti delle imprese agroalimentari toscane e, comunque, italiane.
Nei pressi del viale Italia, zona Hotel Palazzo, dal 2010, opera invece "Fresco in città", una rete di punti vendita di prodotti agro-alimentari, direttamente dai piccoli produttori per promuovere la filiera corta e la valorizzazione delle produzioni di qualità, biologiche e biodinamiche.



Fonte:
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=21317
http://www.frescoincitta.it/

mercoledì 17 aprile 2013

Le orchidee come premio

Ieri, per festeggiare un evento, ho ricevuto un vaso di orchidee. Sono bellissime e, da sole, valgono la pena di aver affrontato quel percorso.
Ho sempre pensato fossero fiori fragili perchè troppo belli e invece da un articolo dell'archivio del Corriere della Sera del 2007 leggo:
"Sorpresa nel mondo dei fiori. Le orchidee sono di origine molto più antica di quanto finora la maggior parte dei botanici avesse pensato (20-30 milioni di anni fa), e addirittura precedono la scomparsa dei dinosauri. (...) La svolta si deve ai biologi dell' Università di Harvard , che hanno identificato una massa di polline di un' orchidea nel torace di un' ape (di una specie ora estinta) conservatosi nell' ambra. (...) Le orchidacee sono sempre state indicate come esempio dei fiori più evoluti, e quindi relativamente recenti, mettendole in contrasto con quelli di più antica origine quali le magnolie, le ninfeee, il fior di loto. A indurre a questa considerazione è stata la loro elevata specializzazione: innanzitutto hanno un numero limitato di parti fiorali spesso fuse insieme, mentre invece sono numerose nella struttura del fiore considerata primitiva (che ha tanti petali, tanti stami e pistilli)." (*)

La mia paura, adesso, è quella di non saperla curare come merita. Cerco di informarmi. Leggo su un sito che cura una rubrica sulle piante:
Le orchidee sono originarie per lo più dei paesi tropicali e quindi di ambienti molto caldi e molto umidi dove le uniche stagioni sono la stagione secca e quella delle piogge. (...) è molto importante creare attorno alla pianta un microclima adatto. Un'idea è quella di mettere attorno all'orchidea delle altre piante che aiuterà l'orchidea ad avere un ambiente più idoneo (secondo alcuni pare che non gradiscano la compagnia del Ficus). Per creare un buon microclima si deve spruzzare dell'acqua intorno alla pianta e sopra le foglie due volte al giorno (evitare di bagnare i fiori che potrebbero macchiarsi) ma avendo cura di far si che la pianta non resti bagnata la notte e che non ristagni all'ascella delle foglie perchè questo potrebbe far insorgere malattie parassitarie. (...) La pianta non va nebulizzata nelle ore più calde della giornata infatti in quelle ore i pori sono molto aperti e l'acqua rappresenta un veicolo ideale per l'attacco di microorganismi patogeni. Un altro accorgimento è quello di posare il vaso che contiene l'orchidea su un sottovaso (o altro recipiente) nel quale sarà presente dell'argilla espansa o della ghiaia nel quale terrete sempre un filo d'acqua. In questo modo le radici dell' orchidea non entreranno in contatto con l'acqua che evaporando garantirà un ambiente umido intorno alla pianta. Il modo migliore per annaffiare la nostra orchidea è immergere il vaso in acqua (con le caratteristiche specificate sopra) per circa venti/trenta minuti, dopo di che, lasciarla sgocciolare per bene per un'oretta buona se possibile appendendo la pianta in modo da assicurarci che tutta l'acqua sia andata via. (...) E' necessario che l'acqua non contenga Cloro e non sia un'acqua dura vale a dire ricca di Carbonato di Calcio e di Magnesio e sia distribuita a temperatura ambiente. Sarebbe preferibile utilizzare acqua piovana o se non disponibile, demineralizzata (ad esempio l'acqua dei condizionatori andrebbe benissimo).
Mamma mia, sembra un lavoro. Le orchidee vogliono attenzioni che neanche un gattino! Non credo che ne avrò la costanza e incomincio a osservarle con sospetto.


Fonti:

http://archiviostorico.corriere.it/2007/settembre/11/Cosi_orchidea_riscrive_storia_co_9_070911091.shtml (*)
http://www.elicriso.it/it/orchidee/annaffiatura/ (**)

martedì 16 aprile 2013

Il logo di Patty

Suggerimento di lettura: rimedi naturali

http://www.scoop.it/t/ecosostenibilita-rimedi-naturali

Bicarbonato multitasking superstar (con alcune ombre)

C'è una spiaggia, nella provincia dove abita Patty, che sembra di stare ai Caraibi perchè è piena di carbonato di calcio e invece si tratta della Costa degli Etruschi. Il mare, invece, è così blu che è stato premiato più volte con la bandiera. La sodiera Solvay, gruppo chimico e farmaceutico nato in Belgio ma ormai globalizzato, si trova subito dietro alle spiaggie bianche e da un secolo produce  la soda, l' acqua ossigenata, il polietilene, il cloruro di calcio, il bicarbonato e l' acido cloridrico. Il dibattito sul pericolo di inquinamento è stato acceso, si parlava anche di mercurio e nel corso degli anni si è assunto l'impegno per garantire la sicurezza ambientale. (*)


Il bicarbonato di sodio gode di grande apprezzamento nei siti e blog green.
L'Airc, per contraddire una bufala circolante, sente il bisogno di chiarire che il bicarbonato non è una terapia anticancro. Spiega: "Il tumore può creare intorno a sé un ambiente acido, ma il bicarbonato, pur essendo una sostanza basica, non modifica in alcun modo il pH intorno alla massa tumorale, quando è assunto per via orale.L'iniezione del bicarbonato per via endovenosa (o parenterale) è estremamente pericolosa per gli organi sani. Alcuni studi in corso negli Stati Uniti stanno testando un derivato del bicarbonato di sodio, allo scopo di diminuire l'acidità intorno alla massa tumorale e studiare se questo rende la chemioterapia più efficace." (**)
Sembra che il bicarbonato possa essere utilizzato per l'igiene personale, per le pulizie e il bucato, per deodorare, per favorire la lievitazione. (***, ****)
Io, fin'ora, l'ho utilizzato per pulire i tappeti senza convincermi troppo, per fare lo scrub viso (ma dice che creare ambiente basico non sia sempre indicato), come agente lievitante senza lasciarmi soddisfatta.
Inoltre, mi chiedo: se il prodotto, di per sè, ha un impatto ambientale basso ma la sua produzione lascia dubbi al riguardo, è davvero un prodotto green?

Fonti:
http://archiviostorico.corriere.it/2004/febbraio/17/Caraibi_del_Tirreno_spiagge_soda_co_9_040217002.shtml (*)
http://www.airc.it/cancro/disinformazione/bicarbonato/ (**)
http://www.greenme.it/consumare/detergenza/4863-bicarbonato-di-sodio-usi (***)
http://www.bicarbonato.it/IT/Home.aspx (****)

martedì 9 aprile 2013

Le api, la paura, il miele e la sopravvivenza del pianeta

Sono apifobica. Sarebbe una fobia tipica dell'infanzia, la più comune tra le zoofobie ma continuano a farmi paura, anche in fotografia. Per questo ho scelto un disegno. Ad onor del vero, per me, api, vespe e calabroni pari sono anche se, sembra, le vespe siano più aggressive usando il pungiglione anche se non minacciate. E, mentre le api muoiono dopo aver punto, le vespe possono reiterare l'attacco.
Le api sono tra i più evoluti insetti sociali, insieme alle formiche. 
Einstein disse che se fossero sparite le api dalla superficie della Terra, all'uomo non rimarrebbero più di quattro anni di vita perchè le api attendono alla impollinazione di piante spontanee e coltivate. L'inquinamento da pesticidi, i cambiamenti climatici, le radiazioni dei cellulari mettono a rischio la loro sopravvivenza. (*, **)
Ho imparato ad apprezzare sapore e proprietà del miele.Il miele fresco, quello con caratteristiche migliori, mantiene il patrimonio per circa un anno se conservato al fresco, chiuso e lontano dalla luce, quindi è importante controllare l'anno di produzione.
Oltre al comune utilizzo, può essere accostato a formaggi e salute.
Garantisce una certa attività antibatterica, soprattutto se in soluzione, calmante della tosse ed espettorante. (***)
Da Trilussa, Felicità.
C'è un' Ape che se posa
su un bottone de rosa:
lo succhia e se ne va...
Tutto sommato, la felicità
è una piccola cosa.


Fonti:
http://www.fobie.org/apifobia.html (*)
http://www.differenzatra.it/differenza-tra-api-e-vespe/ (**)
http://www.arapicoltori.com/index.php?option=com_content&view=article&id=17:il-miele&catid=13:articolo&Itemid=38 (***)

sabato 6 aprile 2013

Green economy

A giugno 2012 a Rio de Janeiro si è svolta la conferenza sullo sviluppo sostenibile  denominata anche Rio+20, in quanto cadeva a 20 anni di distanza dal Vertice della Terra di Rio de Janeiro del 1992. La Conferenza si poneva l’obiettivo di rinnovare l’impegno politico per lo sviluppo sostenibile e tutelare gli equilibri del pianeta. I temi maggiormente trattati erano:
  • Green economy e riduzione della povertà in quanto la promozione del benessere sociale ed economico può passare dal contrasto a minacce come il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità, la desertificazione, l’esaurimento delle risorse naturali;
  • Governance per lo sviluppo sostenibile in ambito sociale, ambientale ed economico. (*)
Il motto della conferenza era particolarmente visionario:


La green economy può, del resto, essere strumento di contrasto alla recessione economica e stimolo alla crescita.
Il Ministero dell'Ambiente italiano con le principali associazioni di imprese “green” italiane, con l'obiettivo di sviluppare una piattaforma programmatica per lo sviluppo di una green economy in Italia ha ideato gli Stati Generali per favorire opportunità di sviluppo sostenibile e una soluzione alla crisi economica e climatica. L' iniziativa si inseriva nel processo che l’Unione europea aveva avviato per attuare impegni presi nella Conferenza di Rio +20. Nel novembre 2012 a Rimini molti esperti hanno espresso e presentato ai Ministri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico e ad altre figure produttive, sociali, politiche europee 70 proposte. I temi erano: innovazione, riciclo, risparmio energetico, fonti rinnovabili, servizi ambientali, mobilità sostenibile, sviluppo filiere agricole, finanza e credito sostenibili.
E' necessario però sensibilizzare e rendere consapevoli i cittadini e le figure sulla scena politica e produttiva riguardo l'attenzione all'impatto ambientale (in termini di scarsità e valore delle risorse naturali) e verso la crisi climatica nella quale continuamo ad essere coinvolti. (**)


giovedì 4 aprile 2013

Coca cola bang bang

Io bevo troppa Coca-cola light. Non troppissima ma troppa. E lo so che non mi fa bene.
Nel 2010, in Nuova Zelanda, una ragazza di 30 anni ha avuto una aritmia maligna ed è morta, secondo il coroner, a causa della dipendenza dalla bibita anche se il marchio sostiene che non c'è relazione. La ragazza avrebbe ingerito per molti anni la versione classica della bibita, quindi, elevati dosi di caffeina e zuccheri. "Nei mesi prima della morte, come raccontato da (...) il partner della donna, la sua salute era rapidamente peggiorata. "Non aveva energia e sentiva nausea tutto il tempo. La mattina si alzava e vomitava", ha detto. Aveva sviluppato una vera e propria dipendenza: "Se non beveva Coca Cola era di cattivo umore, soffriva di mal di testa e si sentiva priva di energia". (*)
Intanto, nel gennaio di quest'anno, la Coca-cola lancia in America una campagna contro l'obesità celebrando la versione light delle sue bibite. Ma i dolcificanti artificiali sono da più parti sospettate di essere cancerogene come sosteneva ad esempio una inchiesta di Report dell'aprile 2012. Le stesse lattine contengono bisfenolo  giudicato, anch'esso, dannoso. (**)
Insomma, converrebbe diventare dipendenti del succo di mirtillo, se non fosse che costa l'ira di Dio.


Fonti:
http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/1081616/donna-morta-per-overdose-di-coca-cola.shtml (*)
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/24/coca-cola-contro-lobesita/478853/ (**) 

mercoledì 3 aprile 2013

La lavanda

Ho comprato una piantina di lavanda. Vorrei piantarla nelle fioriere del terrazzo.
I fiori, raccolti in mazzetti e poi essiccati al sole, sono efficaci rimedi contro le tarme negli armadi e contro le mosche in casa.
Preparare l’olio di lavanda, inoltre, è semplice riempiendo un barattolo a chiusura ermetica con foglie fresche di lavanda e con olio di mandorle, chiudendolo bene e conservandolo in un luogo fresco. 



Fonte:
http://giardinaggioweb.net/posts/7373-lavanda-coltivazione-e-usi

Cat Stevens - Wild world



martedì 2 aprile 2013

Bio o scherzetto?

Polpette e ragù di cavallo, agenti infettivi sostanze inquinanti: gli scandali alimentari legati all'alimentazione industriale si susseguono e vengono raccontati dai tg di solito all'ora dei pasti. E allora osservi il piatto con sospetto. Ma il cibo bio garantisce veramente affidabilità? Secondo la Confederazione italiana agricoltori "nel 2012 i consumi di alimenti convenzionali sono calati del 3 per cento, mentre il settore biologico (salito già nel 2011 del 9 per cento) ha avuto un incremento del 7,3 per cento, soprattutto nei discount, dove il bio low cost è cresciuto del 25,5 per cento".(*)
Lo scorso mese Panorama e Altroconsumo hanno fatto analizzare frutta e verdura, uova, olio, pasta, latte e yogurt acquistati in supermercati giudicandoli sicuri non rilevando sostanze chimiche proibite nei prodotti bio e livelli minimi negli altri.
Qualche mese fa, una ricerca americana (Università di Standford, Annals of Medicine, settembre 2012) aveva concluso che i cibi bio non contenevano più vitamine o proteine dei convenzionali però, pur rischiando di essere contaminati da batteri, hanno meno probabilità di presentare residui di pesticidi. (**)
Una ricerca pubblicata nel 2007 dall'Università di Tor Vergata conclude che alimentandosi esclusivamente con prodotti biologici  si recuperano maggiori quantità di antiossidanti e di folati con conseguente diminuizione di fattori infiammatori e omocisteina contrastando così malattie cardiovascolari e cronico-degenerative. (***)
Le ricerche rimangono, comunque, contraddittorie e il dibattito acceso.In Italia il mercato è ancora ristretto e l'elevato costo dei prodotti è una delle cause: la filiera è lunga e il rispetto dei cicli naturali  allunga anche i tempi di produzione rispetto ai metodi industriali - convenzionali. Inoltre il timore che prodotti industriali o non adeguatamente certificati e controllati siano "spacciati" illegalmente come bio è rinforzata dalla scoperta di episodi di frode.
Però si può scegliere bio per altri motivi: combattere allergie e intolleranze, rispetto dei processi naturali nei metodi di coltivazione, divieto di ormoni e limitazione di antibiotici fino al risparmio di acqua e energia.


Fonte:
http://scienza.panorama.it/dieta/Prodotti-biologici-Bio-mio (*)
"Are Organic Foods Safer or Healthier Than Conventional Alternatives?: A Systematic Review"; Smith-Spangler, Brandeau; Ann Intern Med. 4 September 2012;157(5):348-366 (**)
http://www.agricoltura.regione.lazio.it/binary/agriweb/agriweb_wordpress/Di_Renzo.pdf (***)