Ho sempre pensato fossero fiori fragili perchè troppo belli e invece da un articolo dell'archivio del Corriere della Sera del 2007 leggo:
"Sorpresa nel mondo dei fiori. Le orchidee sono di origine molto più antica di quanto finora la maggior parte dei botanici avesse pensato (20-30 milioni di anni fa), e addirittura precedono la scomparsa dei dinosauri. (...) La svolta si deve ai biologi dell' Università di Harvard , che hanno identificato una massa di polline di un' orchidea nel torace di un' ape (di una specie ora estinta) conservatosi nell' ambra. (...) Le orchidacee sono sempre state indicate come esempio dei fiori più evoluti, e quindi relativamente recenti, mettendole in contrasto con quelli di più antica origine quali le magnolie, le ninfeee, il fior di loto. A indurre a questa considerazione è stata la loro elevata specializzazione: innanzitutto hanno un numero limitato di parti fiorali spesso fuse insieme, mentre invece sono numerose nella struttura del fiore considerata primitiva (che ha tanti petali, tanti stami e pistilli)." (*)
La mia paura, adesso, è quella di non saperla curare come merita. Cerco di informarmi. Leggo su un sito che cura una rubrica sulle piante:
Le orchidee sono originarie per lo più dei paesi tropicali e quindi di ambienti molto caldi e molto umidi dove le uniche stagioni sono la stagione secca e quella delle piogge. (...) è molto importante creare attorno alla pianta un microclima adatto. Un'idea è quella di mettere attorno all'orchidea delle altre piante che aiuterà l'orchidea ad avere un ambiente più idoneo (secondo alcuni pare che non gradiscano la compagnia del Ficus). Per creare un buon microclima si deve spruzzare dell'acqua intorno alla pianta e sopra le foglie due volte al giorno (evitare di bagnare i fiori che potrebbero macchiarsi) ma avendo cura di far si che la pianta non resti bagnata la notte e che non ristagni all'ascella delle foglie perchè questo potrebbe far insorgere malattie parassitarie. (...) La pianta non va nebulizzata nelle ore più calde della giornata infatti in quelle ore i pori sono molto aperti e l'acqua rappresenta un veicolo ideale per l'attacco di microorganismi patogeni. Un altro accorgimento è quello di posare il vaso che contiene l'orchidea su un sottovaso (o altro recipiente) nel quale sarà presente dell'argilla espansa o della ghiaia nel quale terrete sempre un filo d'acqua. In questo modo le radici dell' orchidea non entreranno in contatto con l'acqua che evaporando garantirà un ambiente umido intorno alla pianta. Il modo migliore per annaffiare la nostra orchidea è immergere il vaso in acqua (con le caratteristiche specificate sopra) per circa venti/trenta minuti, dopo di che, lasciarla sgocciolare per bene per un'oretta buona se possibile appendendo la pianta in modo da assicurarci che tutta l'acqua sia andata via. (...) E' necessario che l'acqua non contenga Cloro e non sia un'acqua dura vale a dire ricca di Carbonato di Calcio e di Magnesio e sia distribuita a temperatura ambiente. Sarebbe preferibile utilizzare acqua piovana o se non disponibile, demineralizzata (ad esempio l'acqua dei condizionatori andrebbe benissimo).Mamma mia, sembra un lavoro. Le orchidee vogliono attenzioni che neanche un gattino! Non credo che ne avrò la costanza e incomincio a osservarle con sospetto.
Fonti:
http://archiviostorico.corriere.it/2007/settembre/11/Cosi_orchidea_riscrive_storia_co_9_070911091.shtml (*)
http://www.elicriso.it/it/orchidee/annaffiatura/ (**)

Credo anch'io che l'orchidea sia una pianta molto resistente, infatti la mia non è ancora morta nonostante le scarsissime cure che gli sto fornendo (gli do l'acqua solo quando me ne ricordo, cioè raramente). Forse è proprio la ridotta entità di cure che la fa sopravvivere, non so. La pianta ha perso tutti i fiori da ormai molti mesi, ma per il resto sembra in buona salute
RispondiElimina